L’Ufficio di programma, assicura l’ammiraglio Winter, “metterà in campo la flessibilità richiesta per soddisfare ogni esigenza”. Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari. Proviamo a buttare giù qualche cifra per il partner Italia. Terrorismo: riusciremmo a difendere le nostre chiese? Ma vediamo le aree di intervento previste nel Block-4: –  integrazione di nuove armi su richiesta di alcuni utilizzatori. Su Facebook Trenta quel giorno ha aggiunto: «Siamo sempre stati critici del programma, nessuno lo nasconde, proprio per questo non compreremo nuovi caccia. Il risultato? Il 6 luglio scorso la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, ha detto a Omnibus, su La7: «Sicuramente non compreremo nessun altro F-35. 1 decennio fa. Questi i principali mezzi aerei e navali che l'Italia utilizza nell'ambito del dispositivo militare dispiegato in seguito alla risoluzione dell'Onu sulla crisi libica. Ma non c'è mai stato un calcolo ufficiale della spesa. Secondo i dati, nel 2025 gli abitanti italiani saranno ben 2,1 milioni in meno rispetto ad oggi, con notevoli differenze tra nord e sud. Con il secondo governo Berlusconi, nel giugno 2002, confermato il parere positivo delle due commissioni Difesa, l'Italia ha aderito alla fase successiva, detta “Sdd”, impegnandosi con un miliardo e 28 milioni di dollari (circa un miliardo e 190 milioni di euro dell'epoca). In totale l’Italia conta oltre 1.500 laghi, ma i più grandi si trovano tutti al nord. Ora che sappiamo quanti abitanti ha la nostra penisola italiana, la domanda seguente sarà: Va da sé che per i suoi F-35A e F-35B STOVL l’Italia non potrà fare a meno dei miglioramenti al radar, agli apparati di guerra elettronica/comunicazione/navigazione e a un nuovo sistema EOTS più al passo coi tempi. Per un motivo molto semplice, che ribalta un detto popolare: meglio una gallina domani che un uovo oggi. Ma quanti saranno gli abitanti domani? Come dire, dell’intero “core” del Block-4. Vediamolo questo Block-4. L’accordo nel nord della Siria che fa vincere tutti (o quasi), Continuano in India i test di volo del Light Utility Helicopter, La “guerra dei poveri” per gli F-35 STOVL italiani, F-35: il flop (annunciato) del sistema ALIS. I tre laghi più grandi d’Italia sono: il lago Garda, il lago Maggiore e il lago di Como. C’è poi un altro elemento critico nell’architettura del Block-4, ed è una vecchia conoscenza del programma JSF. E’ la filosofia corrente bellezza, frutto di una combinazione di interessi che fa, prima di tutto, quelli delle grandi industrie capo-commesse. La gradualità degli interventi fa sì che già che con il Block-4 si comincino a testare armi di bordo a energia diretta, da implementare poi nella metà/fine del prossimo decennio. Home Audi e-tron News Curiosità. Fuor di metafora, ora il problema è questo: è meglio aspettare l’F-35 Block-4, ordinabile con contratto finale in una prima versione (dove sono concentrati i rimedi agli attuali difetti) solo a partire dal 2021, oppure ordinare ancora per due anni (2019 e 2020) degli F-35 Block-3F – nel biennio Lockheed Martin conta di costruirne altri 270 – che andrebbero poi retrofittati, con costi/tempi/complicazioni maggiori di quelli richiesti dall’acquisto delle… galline? Lo stesso processo adottato da altri aerei, come l’Eurofighter o l’americano F-22. È la parola proibita. Andreatta si schierò a favore del Jsf-F-35 davanti ai rappresentanti delle industrie nazionali della difesa, più favorevoli all'Eurofighter, il caccia europeo prodotto dalle industrie di quattro nazioni (Gran Bretagna, Germania, Spagna e Italia) che, nelle previsioni, avrebbe dovuto più lavoro alle fabbriche italiane rispetto a un aereo americano. L’Italia ha ordinato almeno altri 8 cacciabombardieri F-35 Lo scorso 25 aprile, mentre nel nostro Paese si festeggiava la Liberazione in un clima di incertezza politica e stallo sul nuovo Governo, il Pentagono ha siglato con Lockheed Martin un nuovo contratto contenente l’ordine italiano per un nuovo pacchetto di cacciabombardieri F-35 . Rimodulare, cioè “variare, regolare nuovamente un’entità, una risorsa, un importo in base a sopravvenuti obiettivi o esigenze”. Per questo, sostiene la ministra «potremmo scoprire che tagliare costa di più che mantenere». La superficie totale dell’Italia è di 294,140 Km 2. Cifra un po’ inferiore all’impegno annuale di spesa per il JSF preventivato dall’ultimo Documento di Programmazione Pluriennale della Difesa per l’anno venturo, e più vicina a quello per il 2021. Una stima rivelatasi ampiamente esagerata. La disponibilità complessiva della cinquantina abbondante di interventi del Block-4 (sempre che qualcuno non venga posticipato al Block-5) è attesa per la fine del 2024. 37° Stormo di Trapani presso il 18° Gruppo Caccia. 0 0. Varie collaborazioni con riviste specializzate. L’Italia e l’F-35B: a chi serve lo STOVL? Il programma prevedeva anche la costruzione in Italia, all'aeroporto militare di Cameri (Novara), di una fabbrica per la produzione di ali e per l'assemblaggio finale e verifica del caccia americano, non solo per i velivoli destinati all'Italia ma anche in Europa e altri paesi. Niente di scandaloso, se non fosse che il C2D2 per l’F-35 impone che ogni sei mesi si debba mettere mano al portafoglio per incamerare sempre nuovi ma limitati pacchetti di software, sperando che, come è stato promesso, si possa risparmiare rispetto ai più tradizionali rilasci bi-triennali, più corposi e stabili; e se non parlassimo di un aereo da combattimento super-ultra che deve già essere vitaminizzato con modifiche tanto estese da far dubitare i soliti maligni prevenuti che quello in linea ormai in centinaia di esemplari non valga tutti i soldi che costa. Analisi Difesa è il primo magazine online in Italia ad occuparsi di Difesa, Industria e tematiche militari. L’Italia dispone di poco meno di 100 esemplari, se non ricordo male, che utilizza in configurazione di caccia … Lo stesso Pentagono ha rivolto critiche severe in alcune fasi della produzione, si è parlato del rischio di esplosione dell'aereo se colpito da un fulmine e di difetti ad altri congegni tecnologici, come il casco del pilota. L’approccio incrementale pare la strada obbligata, ma bisogna pur sperare (e/o in qualche modo pretendere) che gli upgrade non si carichino di eccessivi “arretrati” ereditati da gestioni sbagliate del lavoro pregresso. Anche per l’Eurofighter si è a lungo giocato al gatto e al topo nell’inseguimento dei costi. Ogni utilizzatore potrà decidere cosa vuole acquistare subito e cosa in un secondo tempo. A ridiscutere in qualche forma il piano di ordini e consegne ai reparti sta pensando persino, e nientemeno, che il primo e più grande committente del JSF, la Air Force americana, interessata a un totale di 1.763 esemplari della versione a decollo convenzionale. Gli americani promettevano costi unitari medi per velivolo più bassi in base all'assunto di arrivare a produrre e a vendere tra i 2.500 e i 3.000 aerei, non solo in casa loro ma in tutto il mondo. Ci sono stati accordi firmati dai governi e approvazioni del programma nelle commissioni parlamentari. 00777910159 Dati societari © Copyright Il Sole 24 Ore Tutti i diritti riservati Per la tua pubblicità sul sito:  Websystem Informativa sui cookie Privacy policy, F-35, l’intera flotta a terra. Anche l'Italia ha aderito a questo programma, fin dal 1998, sia partecipando al finanziamento della fase di sviluppo, per avere un ritorno industriale e lavoro per le proprie industrie, soprattutto il gruppo Finmeccanica-Leonardo, sia acquistando questi aerei per sostituire velivoli più vecchi, Tornado, Amx e Av-8 B. Il sì di vari governi: Prodi, D'Alema, Berlusconi In origine chiamato Jsf (Joint strike fighter, il caccia interforze degli Stati Uniti), l'F-35 è diventato l'emblema di velivolo da combattimento molto costoso e con problemi di sviluppo e di efficacia, forse troppo costoso. La gallina è l’F-35 sottoposto a uno svecchiamento-aggiornamento a 360 gradi con un programma denominato Block-4. Un piccolo impegno finanziario, ma già un importante impegno politico, come hanno dimostrato i fatti successivi. L’uovo, invece, è l’F-35 con l’attuale configurazione, la Block-3F, che permette sì la piena operabilità ma a un livello stabilito parecchi anni fa. La ministra Trenta: «Non compreremo altri F-35» Arriviamo al governo attuale. La fabbrica è costata circa 800 milioni di euro, soldi spesi direttamente dallo Stato. Continua a occuparsi di Aviazione e Difesa. Sono passati un bel pò di anni da quando l’Italia, nell’ambito di un vasto programma di collaborazione internazionale, diede vita al progetto che ebbe come risultato eccezionale il famoso caccia multiruolo Tornado. Numeri che fanno sperare sempre di più nella tempestività del vaccino. Il Government Accountability Office a marzo parlava invece di oltre 16 miliardi: 10,8 per sviluppo e collaudi, 5,4 per l’acquisto delle 53 modifiche. Senza contare i costi per il successivo acquisto dei pacchetti Block-4. L’età media in Italia è di 46 anni. Un maxi-upgrade caldeggiato da tempo dai responsabili del programma, con Congresso e Corte dei conti (il GAO) che hanno lottato – inutilmente – per farlo passare come un programma militare “maggiore” a sé stante, da gestire e controllare come tale coi tempi e modi richiesti. L’aereo è complesso, si sa, e non bisogna gingillarsi troppo con le sue meraviglie, perché un domani potrebbero non destare più stupore. Ora viene spiegato che bisogna rimediare al più presto all’obsolescenza di componenti e interi sistemi vitali del super-caccia statunitense, sviluppati con tecnologie e metodologie anche di “testing” superate in 20 anni di gestazione. Secondo la consuetudine, a questo primo mega-svecchiamento/aggiornamento del JSF ne seguiranno altri nel tempo (Block-5 dal 2024 al 2028, Bolck-6, -7 e via così), più o meno altrettanto impegnativi. Classificazione. Qualche anno fa Lockheed aveva diffuso stime di un impatto sull'Italia con la creazione di almeno 10mila posti di lavoro. Search Now Quanto ha speso l'Italia? Anche ho legito che un F-16 ha caduto sul mare 2 giorni fa... la buona notizia è che il pilota si ha salvato. Il capo del programma JSF Viceammiraglio Mathias Winter parla di “modernizzazioni, accrescimento di capacità, miglioramenti”. Si può stimare che siano stati spesi almeno 4 miliardi di euro. ... Italia. Però con un inevitabile, pesante rovescio della medaglia: che fine farebbero i ritorni attesi oggi e a breve termine dalle nostre industrie coinvolte nelle forniture (che per il per il medio-lungo termine sperano nella ridistribuzione del lavoro tolto alla Turchia), e poi i requisiti delle due forze armate interessate, soprattutto della Marina Militare? Diversamente, disporrebbe di un velivolo di “seconda scelta” nei pacchetti integrati di JSF che gli Stati Uniti o la NATO o chi per loro a livello Unione Europea, volessero dispiegare in caso di conflitto. Nella scorsa legislatura il 24 settembre 2014 la Camera ha approvato una mozione presentata dal deputato Pd Gian Piero Scanu che prevedeva il “dimezzamento” della spesa iniziale prevista per gli F-35. In aprile (con Gentiloni) l'Italia ha comprato altri otto F-35 Intanto gli acquisti dell'F-35 fatti dallo Stato italiano sono proseguiti, a lotti, in silenzio e senza piena trasparenza. Oltre che con gli AMX è successa la stessa cosa con Tornado e Typhoon. L’aereo è prodotto da un consorzio guidato da Lockheed Martin in alleanza con l'industria britannica Bae Systems, che alla fine degli anni Novanta del secolo scorso si aggiudicarono la gara del Pentagono, battendo la Boeing. Durante l’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Donald Trump ha vantato le sue capacità di mercante: «L’Italia ha appena comprato novanta F-35». È chiaro che più sono i velivoli prodotti e più si possono realizzare economia di scala spalmando sull'intera produzione i costi “non ricorrenti” di progettazione, sviluppo e ingegneria. Lo rivela l’Osservatorio Milex. Israele ha condotto il primo attacco della storia con caccia F35. Il Regno Unito ha acquistato 160 Eurofighter, 143 la Germania, 96 l’Italia e 73 la Spagna. Il Rafale è un aereo multiruolo di quarta generazione, e può essere paragonato all’Eurofighter Typhoon, costruito in Europa da Gran Bretagna, Germania, Italia e Spagna. Quanti ordini ha firmato l'Italia? A livello politico l'Italia ha aderito al programma nel 1998, quando al governo c'era Romano Prodi e il ministro della Difesa era Beniamino Andreatta.