E’ di pochi giorni fa la notizia del suicidio del bambino di 11 anni napoletano che prima di buttarsi dal balcone di casa. Ha poggiato davanti alla ringhiera uno sgabello. A Napoli, nell’ottobre 2020, un bambino di appena 11 anni si è suicidato lanciandosi dal balcone di casa. Un ultimo messaggio composto da poche parole, dal contenuto sibillino. Non ho più tempo. Jonathan Galindo, il nome dietro la morte di un bambino di 11 anni. includes2013/SSI/notification/global.json, /includes2013/SSI/utility/ajax_ssi_loader.shtml, 30 settembre 2020 (modifica il 1 ottobre 2020 | 19:25), Copyright 2020 © RCS Mediagroup S.p.a. Tutti i diritti sono riservati |. Il ragazzino prima di lasciarsi cadere ha lasciato un bigliettino con il quale ha chiesto scusa alla mamma e nel quale fa riferimento a uno stato di paura vissuto nelle ultime ore di vita. Il direttore della Polizia Postale: «Girano video violentissimi, i genitori dialoghino con i ragazzi». E si suicida all’età di 11 anni per un gioco social a Napoli. Non ho più tempo. Col mantello si presenta come appartenente a un ordine militare, un ufficiale in uniforme completa. Si tratterebbe di un uomo con le sembianze di bambino, molto sorridente e a tratti buffo, simile a Pippo della Disney. La vita del piccolo sembra essere mutata nel giro di pochissimi giorni e da quanto finora raccolto dalle forze dell’ordine potrebbe trattarsi di un altro gioco, molto simile a quello denominato Jonathan Galindo o forse proprio quello, perché questo nome è circolato sin da subito. “Mamma addio, seguo l’uomo col cappuccio”. "Seguirò l'uomo col cappuccio" Bimbo si toglie la vita a 10 anni. Il bambino napoletano ha scritto un messaggio ai genitori: “Mamma, papà vi amo ma devo seguire l’uomo col cappuccio”. Non ho più tempo. News e ultime notizie oggi da Italia e Mondo, la finestra del balcone all’undicesimo piano. Secondo gli inquirenti l’uomo col cappuccio … Bimbo di 11 anni suicida, l’ultimo messaggio alla madre: “Devo seguire l’uomo nero col cappuccio” ... Chi è Jonathan Galindo, l'ultima challenge sui social. Jonathan Galindo infatti sembra direttamente collegato a quella che potrebbe essere definita la nuova “Blue Whale Challenge“; ... papà vi amo ma devo seguire l’uomo col cappuccio“. Ma il bimbo era troppo piccolo e i genitori troppo presenti per non essersi accorti di nulla. Secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno, il bambino napoletano ha scritto un messaggio ai genitori: “Mamma, papà vi amo ma devo seguire l’uomo col cappuccio”. Prima di morire il bambino ha lasciato un messaggio alla madre scrivendo: “Mamma, papà vi amo ma devo seguire Due mosse per salvare Conte (di F. Fantozzi), Francesco Boccia: "Renzi? Una tragedia ha sconvolto i quartieri di Napoli: un bambino di appena 11 anni si è suicidato lanciandosi dal balcone di casa.La Polizia di Stato e la Procura stanno indagando sull’accaduto e hanno ipotizzato il reato di istigazione al suicidio per via di un biglietto rinvenuto sulla scena nel quale il bambino chiede scusa alla mamma e parla di un “uomo nero”. La Procura … Secondo alcune segnalazioni, la figura di Jonathan Galindo verrebbe usata anche da account e profili social che sembrano prendere di mira i giovanissimi per coinvolgerli in sfide dai contorni ancora poco chiari (qui l’approfondimento a cura della Redazione Tecnologia). Devo seguire l’uomo col cappuccio nero, non ho più tempo. Ricevi le storie e i migliori blog sul tuo indirizzo email, ogni giorno. La Polizia di Stato e la Procura hanno ipotizzato subito la configurazione del reato di istigazione al suicidio. Ora devo seguire l’uomo col cappuccio nero. Tempo di lettura: < 1 minuto Napoli – “Mamma, papà vi amo ma devo seguire l’uomo col cappuccio”. Ma il piccolo lo sapeva. Il gioco che spinge al suicidio: «Mamma, papà vi amo. Ma il piccolo lo sapeva. La Procura sentirà alcuni dei suoi amichetti, che forse sanno qualcosa in più. nel cuore della notte scrive ai genitori dicendo di scusarlo ma di dover seguire l’uomo col cappuccio, definito anche l’uomo nero. Secondo gli inquirenti l’uomo col cappuccio sarebbe Jonathan Galindo: Si tratta di un uomo con un cappuccio nero che ha le sembianze benevole di Pippo della Disney, che richiede l’amicizia su ogni canale social possibile (Facebook, Instagram, Tik Tok, Twitter), scegliendo quasi sempre giovanissimi, e che lancia delle sfide a chi lo segue. “Devo seguire l’uomo col cappuccio nero”, avrebbe scritto in un messaggio ai genitori. Si uccide a 11 anni ispirato dal gioco sui social. A Napoli un bambino di 10 anni si è ucciso gettandosi dal balcone di casa. Aveva capito che il suo gesto estremo avrebbe distrutto il cuore dei suoi genitori, ma è come se non avesse avuto scelta. Una lucidità agghiacciante, una scadenza improrogabile, un appuntamento con la morte irreversibile. Ora devo seguire l’uomo col cappuccio nero. Prende lo sgabello di notte e si butta dal balcone: «Non ho più tempo». Chiediamo pene esemplari e tolleranza zero per chi istiga al suicidio». L’immagine è stata ideata da un produttore di effetti speciali cinematografici nel 2012, ma da allora è sfuggita al suo controllo. I genitori hanno acconsentito all’espianto degli organi. Un suicidio all’apparenza immotivato che però potrebbe prendere corpo in una pista che è stata sin dal primo istante battuta dagli investigatori. Il bambino, prima di spingersi giù dal balcone, ha lasciato un bigliettino in cui chiede scusa alla mamma e in cui scrive: «ho paura dell'uomo nero», facendo emergere tra le sue parole lo stato di paura vissuto nelle ultime ore di vita. Perdonatemi”. Il drammatico risvolto di una «gara» che tanto ricorda il fenomeno di «Blue Whale», che tra il 2017 e il 2019 è stato al centro di numerose inchieste legate a presunti gesti di autolesionismo tra i ragazzi. Il bimbo potrebbe essere caduto in una trappola del web, costretto da qualcuno ad uccidersi, forse per salvare la vita dei suoi familiari o per salvare se stesso. Pochi giorni fa un 11enne di Napoli si è gettato dal balcone di casa. Prima di uccidersi due sere fa a mezzanotte e mezza ha acceso il telefono cellulare, si è collegato alla chat e ha inviato un sms: «Mamma, papà vi amo. «Scusa mamma, devo seguire l’uomo nero col cappuccio», questo l’ultimo messaggio inviato al cellulare della mamma da parte del piccolo. Amorevoli, attenti, premurosi verso quel bimbo e i suoi due fratelli. Il bambino napoletano, a quanto pare, avrebbe aperto la finestra, scavalcato la ringhiera del balcone e lasciatosi cadere nel vuoto, nella notte, da un appartamento della zona della Napoli bene, vicino al mare, dopo aver lasciato un biglietto: “Mamma, papà vi amo ma devo seguire l’uomo col cappuccio” È morto così, a 11 anni, un bimbo di Napoli, figlio di due avvocati. Secondo gli inquirenti l’uomo col cappuccio sarebbe Jonathan Galindo: Si tratta di un uomo con un cappuccio nero che ha le sembianze benevole di Pippo della Disney, che richiede l’amicizia su ogni canale social possibile (Facebook, Instagram, Tik Tok, Twitter), scegliendo quasi sempre giovanissimi, e che lancia delle sfide a chi lo segue. Si trova in gravissime condizione la bimba di 10 anni arrivata nella serata di mercoledì 20 gennnaio, in arresto cardiocircolatorio, al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Cristina di Palermo. Napoli – Bimbo suicida, ultimo messaggio alla Madre: “Devo seguire l’uomo nero col cappuccio” ... l’ipotesi è che sia stato spinto a suicidarsi da qualcuno che potrebbe averlo manipolato sfruttando una challenge sul web. Una bimba di 10 anni è morta dopo il ricovero all’ospedale “di Cristina” di Palermo dove è arrivata, accompagnata dai genitori, in arresto cardiocircolatorio dovuto a un’asfissia prolungata. Ora devo seguire l’uomo col cappuccio nero. In Italia l’allarme è cresciuto dopo un tragico, agghiacciante episodio associato a questa nuova challenge, avvenuto a fine settembre 2020: il suicidio di un bambino di 11 anni nel Napoletano. Col cappuccio si nasconde, non lo vedi in faccia, è misterioso. Quello di Palermo purtroppo non è il primo caso del genere. Avrebbe scritto alla madre di dover seguire “l’uomo col cappuccio”, prima … Una gara fatta di piccoli step con difficoltà sempre più elevate e che potrebbe aver spinto il ragazzo a lanciarsi nel vuoto perché così era stato deciso “dall’uomo col cappuccio”. Ha aperto la finestra del balcone all’undicesimo piano. Perdonatemi». Una lucidità impressionante e la consapevolezza che il suo gesto avrebbe spezzato il cuore dei genitori, dietro le parole del ragazzino di 11 anni che una settimana fa si è suicidato a Napoli. A far volgere i sospetti degli investigatori sulla challenge di Jonathan Galindo il messaggio lasciato dallo stesso giovane: “Mamma papà vi amo. Aveva capito che il suo gesto estremo avrebbe distrutto il cuore dei suoi genitori, ma è come se non avesse avuto scelta. La newsletter offre contenuti e pubblicità personalizzati. Un superperito da questa mattina proverà a ricostruire le ultime conversazioni del bambino. Questo è quello che ha spaventato di più gli inquirenti della Procura di Napoli che hanno aperto un fascicolo per istigazione al suicidio dopo la relazione della Squadra Mobile. Una prova che si è trasformata in tragedia. Ci è salito sopra e si è lanciato nel vuoto. Lo stato del tuo abbonamento #PLACEHOLDER# è sospeso. Il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, è intervenuto con un post sui social: «Quel piccolo è il figlio di tutti noi. A 11 anni si uccide gettandosi dal balcone facendo un gioco sul web: “Devo seguire l’uomo col cappuccio” Pubblicato il 30 Settembre 2020 Ultima modifica 30 Settembre 2020 15:09 Perdonatemi». Una bambina di 10 anni muore dopo una "Black out" challenge su Tik Tok ... “Mamma, papà vi amo ma devo seguire l’uomo col cappuccio”. L’ultimo biglietto prima del suicidio. 1 - "MAMMA ADDIO, SEGUO L'UOMO COL CAPPUCCIO" SI UCCIDE A 11 ANNI ISPIRATO DAL GIOCO SUI SOCIAL Antonio E. Piedimonte per “la Stampa” jonathan galindo 9 È da [...] Leggi l'articolo completo: 'mamma, papà devo seguire l’uomo col … E adesso, sull’orlo della psicosi, salta di nuovo fuori il nome del “Pippo” umano. Confronto aperto, serve un suo passo indietro", Miozzo (Cts): “Drammatico che le scuole siano ancora chiuse”. Due giorni fa la polizia ha sequestrato il telefono cellulare e la consolle con la quale il bimbo oltre a giocare si collegava in Internet. Secondo gli inquirenti l’uomo col cappuccio sarebbe Jonathan Galindo: Si tratta di un uomo con un cappuccio nero che ha le sembianze benevole di Pippo della Disney , che richiede l’amicizia su ogni canale social possibile (Facebook, Instagram, Tik Tok, Twitter), scegliendo quasi sempre giovanissimi, e che lancia delle sfide a chi lo segue. Perdonatemi». Secondo gli inquirenti l’uomo col cappuccio … Per saperne di più, Copyright © 2021, HuffPost Italia s.r.l., o i Suoi licenzianti (in particolare THEHUFFINGTONPOST Holdings LLC) IVA n. 07942470969, "Mio figlio era amico dell'11enne morto: altri ragazzini contattati da Jonathan Galindo", Bruno Tabacci: "Non ci sono i voti, Conte si dimetta", Emilio Carelli (M5s): "Se i responsabili non ci sono, parliamo con Renzi", Pier Ferdinando Casini: "Sono generoso ma non posso votare sì a Bonafede", Un segnale sulla prescrizione e un dl sulla giustizia civile. Il messaggio indirizzato ai genitori poco prima del suicidio diceva: «Mamma, papà vi amo ma devo seguire l’uomo col cappuccio».Gli inquirenti non escludono che possa essere stato vittima di un «challenge dell’orrore», un ‘gioco’ sui social che comprende atti di … Si uccide a 11 anni ispirato dal gioco sui social. Ora devo seguire l’uomo col cappuccio nero. “Mamma addio, seguo l’uomo col cappuccio”. Ora devo seguire l’uomo col cappuccio nero. «Mamma, papà vi amo ma devo seguire l’uomo col cappuccio». “Mamma, papà vi amo. Non ho più tempo. L’11enne, nel messagio, ha scritto: « Mamma, papà vi amo ma devo seguire l’uomo col cappuccio» e gli inquirenti non escludono che possa essere stato vittima di un «challenge dell’orrore», un ‘gioco’ sui social che comprende atti di autolesionismo e, alla fine, anche il suicido. “Mamma, papà vi amo ma devo seguire l’uomo col cappuccio”, è stato il suo ultimo messaggio lasciato nella stanzetta prima di cadere dall’undicesimo piano […] L’ipotesi al vaglio della polizia che ha svolto i primi sopralluoghi è che il bambino sia potuto finire nel vortice di un gioco chiamato “Jonathan Galindo”. La procura indaga su sfida social. Chi è e dove nasce questo fenomeno pericoloso. Si è legata la cintura alla gola per partecipare su TikTok, uno dei social più seguiti dagli adolescenti, a Black out challenge, una prova di soffocamento estremo. Prima di uccidersi due sere fa a mezzanotte e mezza ha acceso il telefono cellulare, si è collegato alla chat e ha inviato un sms: «Mamma, papà vi amo. “Mamma, papà vi amo. Prende lo sgabello di notte e si butta dal balcone: «Non ho più tempo». Un concetto, quello di uomo nero col cappuccio che ha immediatamente fatto pensare a una challenge online, come già accaduto in altri casi di cronaca del passato.